S
E
C O
N
D A
R
O T
T
A
● PRIMO
GIORNO
- Arrivo a Porto Pirastu, Imbarco e notte all'ancora nella Rada di Porto
Pirastu:
dopo il viaggio ver
so
la Sardegna,
ci ritroviamo tutti al Villaggio Camping "Porto Pirastu Boschetto
Holiday", dove vengono eseguite le formalità di Check In presso
la Reception: ci rinfreschiamo, prendiamo un aperitivo al bar,
pranziamo e ceniamo al Ristorante del Villaggio e facciamo amicizia con
lo Skipper che, ricordiamolo, in barca ha le funzioni di Comandante.
Alla sara giochi e balli con la mitica e ben nota Equipe di
animazione di Porto Pirastu: poi a nanna sulla "Daphnae Boschetto
Holiday". Se le condizioni meteo non consentissero alla barca la sosta
in rada, il servizio Transfer del Villaggio ci accompagna a Porto
Corallo per l'imbarco.
● SECONDO
GIORNO
- Da Porto Pirastu a Porto Giunco (16 miglia circa - 2,5 / 3 ore di
navigazione):
- Ci siamo imbarcati la sera precedente
dalla spiaggia del Villaggio/Camping Porto Pirastu Boschetto Holiday,
coi gommoni del Diving Center interno. Appena a bordo ci sono
state assegnate le cabine. Salpiamo, dunque, l'ancora e facciamo rotta
verso sud. Guardando a Sud-Est distinguiamo all'orizzonte l'Isola
Serpentara.
Passiamo a dritta la lunghissima spiaggia di
Costa REI, una delle più belle di tutta l'Isola, alle cui
spalle notiamo l'abitato, formato da gruppi di edifici stilisticamente
uniformi tra loro. Lasciamo al traverso lo Scoglio di Peppino e poi le
spiagge di su Cannisoni e di S. Elmo, chiuse a sud dalla piccola
punta dello Scoglio di S. Elmo. A seguire la spiaggia stupenda di
Cala Sinzias, dove gettiamo il ferro per un bagno nell'acqua limpida
.
Lasciamo la Cala e passiamo al largo di Punta de is Cappuccinus, che
chiude a Sud la baia. Costeggiamo tenendoci però ben discosti e lasciamo
sulla dritta la Torre di Cala Pira e la stessa Cala Pira; stiamo
entrando nella zona "C" dell'area marina protetta di Capo Carbonara:
quindi procederemo a velocità moderata, sempre al largo, ammirando la
costa scoscesa e orlata di scoglietti e piccole punte appena
pronunciate.
Noteremo invece con precisione
Punta
Molentis, luogo di selvaggia bellezza. Esso si protende verso il largo a
45° rispetto alla linea media della costa. Il suo picco si erge per 101
metri sopra il livello del mare con i resti di un nuraghe. La superiamo
puntando decisamente al largo verso Sud, poiché la costa è costellata da
molti scogli pericolosi per la navigazione.
Viriamo ora ad est e lasciamo a sinistra la Secca del Berni e puntiamo
verso costa.
Ecco la spiaggia nord di Simius. La superiamo e giungiamo alla
spiaggia sud, che si chiude con Porto Giunco. Questa spiaggia è
anche denominata dei Due
Mari, perché si trova tra il mare e lo
Stagno Notteri. La sabbia è bianchissima e in riva diventa rosa
pallido per il colore del granito eroso dal mare. Ai piedi della Torre
Giunco vi sono le due piccole insenature protette dalle rocce e dalla
vegetazione.
A
PORTO GIUNCO le profondità decrescono dolcemente verso le spiagge. Noi
ci teniamo a Nord della Torre e ci avviciniamo alla spiaggia Sud,
davanti alla quale buttiamo l'ancora su un fondale di circa 4-5 metri
(ricordiamoci che noi peschiamo 1,90 metri) di sabbia buon tenitore.
Siamo al riparo dai venti di Nord Ovest provenienti dal Golfo di
Cagliari.
Il luogo è un piccolo gioiello ideale per un safari fotografico a
piedi. La spiaggia Nord è invece contornata da importanti
insediamenti turistici.
● TERZO
GIORNO
- Da Porto Giunco all'Isola Serpentara e ritorno (18 miglia circa - 3 /
4 ore di navigazione):
- Lasciamo Porto Giunco
facendo rotta ad Est, per avvicinarsi - nei limiti di quanto consentito
dalle norme della Riserva Marina - all'Isola di Serpentara.
Uscendo,
stiamo attenti alla Secca del Berni - p
osta
ad Ovest della baia a 2.400 metri per 88° dalla Torre - che lasceremo a
sinistra, indicata sul suo limite sud da meda tronco-conica in pietra
alta 9 metri, ben visibile con fanale a 2 lampi bianchi, 6", portata 4
miglia. Sulla dritta vedremo a Sud gli Scogli Proci. Scapolata la Secca
del Berni,
puntiamo decisamente verso Serpentara, che costeggeremo sul lato Est,
ben attenti a non entrare nella zona "B" della Riserva. Per verificare i
limiti della zona navigabile "C",
clicchiamo l’immagine qui sopra. l'Isola
è stretta, rocciosa ma pianeggiante; le coste verso terra decliviano
dolcemente. A 54 m di quota, sulla sommità, vi è una torre cilindrica
diroccata. Giunti agli Scogli Variglioni, sulla estrema punta Nord,
viriamo di 180° e rientriamo, con percorso inverso, a Porto Giunco.
● QUARTO
GIORNO
- Da Porto Giunco a Marina di Capitana (20 miglia circa - 3,5 / 4 ore di
navigazione):
- Usciamo da Porto Giunco
con
tutte le precauzioni di ieri mattina e scapolata la Secca del Berni,
viriamo decisamente a Sud, puntando verso l'Isola dei Cavoli. Non
potremo avvicinarci troppo e la passeremo lasciando a dritta la Secca di
Libeccio, estrema propaggine Sud della zona "B" della Riserva.
Sull'Isola
dei Cavoli è posta una costruzione a due piani a fasce bianche e nere
con sopra una torre cilindrica, il faro n. 1262 (2 lampi bianchi, 10",
portata 11 miglia, con settore rosso sulla secca di Libeccio, portata 8
miglia, visibile da 73° a 93°. Attorno ad essa vi sono diversi scogli (i
Variglioni).
Ed ecco che si presenta
Capo Carbonara, che rappresenta l'estremo SE della Sardegna su di un
parallelo corrispondente, nel continente, quasi al Golfo di S. Eufemia
in Calabria. E' roccioso e frastagliato con grandi massi bianchi e
diverse cale buone per l'ormeggio. La parte alta è ricoperta dalla
usuale, bassa vegetazione della zona. Sulla sommità vi è una torretta
cilindrica bianca con sopra il faro n. 1258. Il leggero declivio del
terreno ha creato secche, scogli e le note due Isole dei Cavoli e
Serpentara.
Tagliamo il Golfo di Carbonara,
nel quale
è sita Villasimius, con il suo Porto
Turistico troppo affollato e facciamo rotta su
Capo Boi, dove possiamo fermarci per il bagno e per il pranzo. Un miglio
prima di giungervi, troveremo a
breve distanza dalla costa gli
Scogli
di Piscadeddus, con una secca di circa 3,5 metri di profondità sul
rilevamento 100°.
La massa rocciosa degli scogli è composta da due blocchi granitici
principali, accompagnati da altri elementi di piccole dimensioni, che
invogliano a praticare lo snorkeling: In effetti è possibile
ammirare specie ittiche provenienti dalla Riserva di Capo Carbonara;
attenzione però alla corrente piuttosto intensa verso riva.
Per il resto, non vi sono pericoli. Sul lato Ovest del Capo, dominato da
una Torre, si apre una baia molto ampia e orlata da una candida spiaggia
lunga circa 500 metri e piuttosto profonda: ad occidente vi è l'abitato
di Solanas, ma noi ci dirigiamo verso il lato orientale. Nell'insenatura
le profondità decrescono regolarmente verso la spiaggia. Ci ancoriamo a
circa 150 metri dalla riva, lontano dalle case, in 3 metri d'acqua, su
fondale di sabbia buon tenitore.
Ripartiamo e giungiamo, infine, a Marina di Capitana. Il suo
Porto
Turistico (39°12'25" N - 09°18'02" E) si trova sulla costa sud-orientale
del Golfo di Cagliari, 6,5 M ad est di Capo S. Elia. E' protetto a est
da un molo di sopraflutto a gomito, a ovest da un molo di sottoflutto
perpendicolare alla costa; l'imboccatura è rivolta a ovest. Internamente
il bacino portuale si divide in due grandi darsene ed è completamente
banchinato. Nella darsena più esterna, riservata alle imbarcazioni più
grandi, troviamo due pontili mentre in quella più interna sono sistemati
tre pontili che ospitano imbarcazioni minori. Si accede a velocità
massima 3 nodi. L'assistenza all'ormeggio dalle 08,30 alle 19,30 è
gratuita; dopo le 19,30, contattando via Vhf Canale 74 o telefonica, è a
pagamento. Per quanto riguara i fari e fanali: 1267 (E 1031.3) - fanale
a lampi verdi, periodo 3 sec., portata 5 M sull'estremità del molo di
sopraflutto; 1267.3 (E 1031.31) - fanale a lampi rossi, periodo 3 sec.,
portata 5 M sull'estremità del molo di sottoflutto; 1267.5 (E 1031.32) -
fanale a luce fissa verde portata 2 M indica l'accesso alla darsena
interna (sul pennello interno a dritta); 1270 (E 1054) - faro a lampi
bianchi, grp. 2, periodo 10 sec., portata 21 M su Capo S. Elia; fanale a
lampi verdi, periodo 3 sec., portata 5 M a dritta entrando; fanale
a lampi rossi, periodo 3 sec., portata 5 M a sinistra entrando.
● QUINTO
GIORNO
- Da Marina di Capitana a Cagliari - Molo di Levante o Motomar -
Visita della Città! (15 miglia circa - 3 ore di navigazione):
- Usciamo dal Porto di Marina di Capitana
e ci prepariamo ad una bella veleggiata attraverso l'ampio Golfo di
Cagliari., che è noto per la sua ventosità. Predominano in estate i
venti da maestrale, nel qual caso staremo sotto costa e quelli da
scirocco che, comunque, di solito arrivano moderati. Avremo modo di
osservare la lunghissima spiaggia del Poetto, dove potremo fermarci – se
le condizioni meteo lo permetteranno – per una nuotata.
Superiamo poi il
Capo
S. Elia, dal quale ci terremo discosti a causa dei numerosi scoglietti,
con il suo faro (2 lampi bianchi, periodo 10 sec., portata 21 miglia)
e ci avviciniamo già nel primo pomeriggio al Nuovo Molo di Levante di
Cagliari. Lo superiamo e avvistiamo a dritta
in
posizione
39°12',00 N 09°06',71 E,
il Vecchio Molo di Levante. Entriamo a velocità massima di 3 nodi e
poniamo attenzione a tre navi in precarie
condizioni di stabilità ormeggiate lungo il primo braccio del molo di
ponente. Per fari e fanali vedi
.
I
venti dominanti sono quelli del I e IV quadrante, mentre la Traversia è
da scirocco e da mezzogiorno
Speriamo di trovare posto! Infatti, è l’attracco ideale per
visitare
la città a piedi. Una visione d’insieme del Porto, che è il maggiore
della Sardegna anche se ora insidiato da Olbia) vedi l’immagina più
sotto.
Se non trovassimo posto, dovremmo allora optare per le banchine della
Motomar, peraltro a breve distanza, alla radice del Nuovo Molo di
Ponente. In questo caso dovremo sobbarcarci un piccolo extra per il taxi
che ci porterà in centro città.
Un interessante itinerario è quello visibile sul sito
http://www.gotosardinia.com/ItinerarioCa.htm
● SESTO
GIORNO
– Da Cagliari a Solanas Rada (circa 18 miglia – 3 ore di navigazione):
Lasciamo al mattino il Porto di Cagliari e, costeggiando, raggiungiamo
Capo S.Elia, dal quale facciamo rotta diretta per Capo Boi (110° circa):
In lontananza, lungo la costa scorgiamo la lunghissima spiaggia del
Poetto. Mano a mano che ci riavviciniamo a costa, incominciamo a
distinguere i capi: il promontorio di Torre delle S telle, con la torre
de su Fenugu e quindi il Capo Boi. Merita una sosta la Baia di Torre
delle Stelle, con il suo relitto dell’Entella, una nave per il trasporto
del carbone, affondata da un sommergibile inglese nel 1943; la nave
giace distrutta su un fondale di 16 metri.