"Daphne": la Prima Rotta:

            da Porto Pirastu o da Porto Corallo a Santa Maria Navarrese e ritorno

 

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Longitudine 0°00 0 da Porto Pirastu

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   P R I M A    R O T T A

 PRIMO GIORNO - Arrivo a Porto Pirastu, Imbarco e notte all'ancora nella Rada di Porto Pirastu:

dopo il viaggio verso la Sardegna, ci ritroviamo tutti al Villaggio Camping "Porto Pirastu Boschetto Holiday", dove vengono eseguite le formalità di Check In presso la Reception.

Ci rinfreschiamo, prendiamo un aperitivo al bar, pranziamo e ceniamo al Ristorante del Villaggio e facciamo amicizia con lo Skipper che, ricordiamolo, in barca ha le funzioni di Comandante. Alla sera giochi e balli con la mitica e ben nota Equipe di animazione di Porto Pirastu: poi a nanna sulla "Daphnae Boschetto Holiday". Se le condizioni meteo non consentissero alla barca la sosta in rada, il servizio Transfer del Villaggio ci accompagnerà a Porto Corallo per l'imbarco. L'imbarco e' previsto verso le ore 17,00.

 SECONDO GIORNO - Da Porto Pirastu a Porto Corallo (12 / 14 miglia - 2 / 3 ore di navigazione):

- Ci siamo imbarcati la sera precedente dalla spiaggia del Villaggio/Camping Porto Pirastu Boschetto Holiday, coi gommoni del Diving Center interno. Appena a bordo ci sono state assegnate le cabine. Salpiamo, dunque, l'ancora e facciamo rotta per Porto Corallo, lasciando al traverso  Capo Ferrato, si superano le deliziose calette di roccia granitica a nord del capo: Cala sa Figu, Portu de s'Illixi, spiaggia di Acqua Pudexia.  Proprio alla sommità del Capo, è posto il Faro a torre, alto 50 metri sulla superficie del mare (gruppo di 3 lampi bianchi e periodo di 10 secondi). E' uno dei punti più suggestivi della costa Orientale sarda.

Alle spalle della spiaggie che si susseguono vi sono gli stagni Feraxi e Colostrai, di grande valore naturalistico, rappresentando una delle aree umide più importanti della Sardegna, con specie animali rare, quali il Cavaliere d'Italia, l'avocetta, la beccaccia di mare, il martin pescatore, i fenicotteri rosa, la cicogna, il falco pescatore; oltre ad altre più comuni, quali la folaga, l'anitra, il cormorano e l'immancabile gabbiano.

Poi il piccolo Capo di Torre delle Saline con lo stagno delle saline ed ancora la chilometrica spiaggia sabbiosa, interrotta dalla foce del Flumendosa, con la Peschiera di San Giovanni. Superiamo Porto Corallo e - dopo circa 11 miglia circa dalla partenza - gettiamo l'ancora a Porto su Tramatzu, una bella baietta dove faremo il bagno. Dopo l'immancabile riposino delle ore più calde, leviamo l'ancora e puntiamo a sud verso Porto Corallo, ma  staremo ben al largo, perché dalla Punta su Tramtzu sporgono dei bassi fondali in parte rocciosi, peraltro facilmente individuabili sulla bassa Punta rocciosa, che si estendono fino a 250 metri dalla spiaggia.

A sera  entriamo dalla bocca orientata a sud / sud-est nel porticciolo turistico di Porto Corallo (29°26'40" N - 09°38'40" E), dove passeremo la notte. Chiamiamo gli Ormeggiatori sul canale VHF 9.  L'ingresso è segnalato daI fanali del Porto (1249 - E 1039.2 - fanale a lampi verdi, periodo 4 sec., portata 4 M sull'estremità del molo di sopraflutto; 1249.2 (E 1039) - fanale a lampi rossi, periodo 4 sec., portata 4 M sulla testata del molo di sottoflutto; 1249.5 (E 1039.4) - fanale a luce fissa verde, portata 3 M sull'estremità dello sporgente a dritta entrando (oscurato da 180° a 025°); 1250 (E 1042) - faro a lampi bianchi, grp. 3, periodo 10 sec., portata 11 M su Capo Ferrato). Nel canale di accesso ci terremo più a dritta possibile, visto che a sinistra ci sono possibilità di interramento a causa dello sbocco nell'avamporto dell'emissario del vicino Stagno sa Praia.  Per chi non trovasse posto - ma qui l'ormeggio per noi è sempre assicurato - la  rada sicura più vicina è quella di Quirra, 4 M. a nord, però esposta a da NE a SE.

 TERZO GIORNO - Da Porto Corallo a sa Foxi Manna (16 / 18 miglia - 2,5 / 3,5 ore di navigazione):

- Partenza da Porto Corallo: destinazione Sa Foxi Manna, dove - meteo permettendo, trascorreremo la notte all'ancora (altrimenti entreremo ad Arbatax). Faremo attenzione alla navigazione appena  a sud di Porto Corallo, dove staremo ad oltre 200 metri dalla costa, in quanto da essa si protende verso il largo un lungo banco sabbioso. Lasciamo al traverso Porto Tramatzu e poi la Costa su Franzesu scolpita nei scisti; troviamo Capo S. Lorenzo, con la sua Torre eretta a 184 metri sul livello del mare e Cala Murtas: è questa la prima area selvaggia della costa sudorientale della Sardegna.La costa si fa sabbiosa e alle spalle della Bucca de su Flumini Durci, si può intravvedere sulle alture il  Castello di Quirra.

Lasciamo sulla sinistra lo Scoglio di Murtas, tenendoci però almeno 50 metri al largo, a causa dei bassi fondali: è un luogo stupendo per lo snorkeling, evenienza che però ci riserviamo per il ritorno.  Passiamo poi l'Isolotto di  Quirra, dal quale ci terremo almeno mezzo miglio al largo a causa del banco roccioso che si estende verso est, e puntiamo su Capo Sferacavallo, che si riconosce facilmente sia da nord che da sud ed è di solito ben visibile da lontano con la sua prominenza fuori dalla linea della costa: prima però, troviamo, nell'ordine, Porto de sa Paglia (poco dopo la torre di Murtas), Punta de sa Cala, Punta sa Figu, Punta su Strullieddu, Punta sa Canna, Porto Santoru, Marina di Tertenia, Barisoni, Melisenda. Alle spalle dei tre ultimi centri abitati citati, la conca naturale delimitata dal Monte Ferru, dal Monte Siddu e dal Cuccuru Tundu Mannu. Dopo il Capo della Torre di San Giovanni di Sarralà,  che lasceremo al largo a causa degli scoglietti sotto costa, ecco la Punta Moros con l'omonimo Nuraghe e finalmente il Golfo dove è sita sa Foxi Manna.

E' questo un ancoraggio riparato dai venti occidentali e con la sua cornice grandiosa è il più bello di questa regione.  Getteremo il ferro in 3-4 metri d'acqua su un fondale di sabbia fine, a circa 150 metri dalla riva. La spiaggia è lunghissima. Dalla riva l'acqua è quasi subito alta, ricca di sassolini di ogni colore e di conchiglie, pulitissima e trasparente. Volendo fare una piacevole camminata, dopo il bagno, potremo raggiungere il Nuraghe Aleri: si tratta di un complesso abitato dal 1800 al 700 a.C. e comprende una torre principale, quattro torri di addizione e tracce di capanne. Il corpo centrale, crollato in parte, ha un grande valore didattico, perché mostra in sezione la volta interna a tholos, il più antico tipo di volta in pietra progettato dall'uomo. A settentrione del nostro ancoraggio possiamo vedere Punta is Ebbas, con la stazione radar delle Forze Armate.

 QUARTO GIORNO - Da sa Foxi Manna a Porto Frailis (14 / 15 miglia - 2,5 / 3 ore di navigazione):

- Leviamo l'ancora sa Foxi Manna, destinazione Capo Bellavista e più precisamente l'ancoraggio di Porto Frailis, non prima dell'immancabile bagno di buon risveglio nelle acqua cristalline del mare di Sardegna e di un buon controllo della carta nautica. Ci dirigiamo al largo per una bella veleggiata, puntanto a nord. Lasciamo sulla sinistra Capo Sferacavallo e la spiaggia Coccorocci, in italiano "Sassi Grossi", suono quasi onomatopeico, che indica come il mare senza sosta smuova i ciottoli della spiaggia, provocando il caratteristico suono continuo. Ecco Capo s'Asta, con la sua piccola e splendida spiaggetta, poi la striscia chilometrica di sabbia fino alla Torre di Barì Sardo: circa sette chilometri di sabbia insolita, un ghiaino di colore e consistenza molto piacevole, che pratica un massaggio naturale alle piante dei piedi. Ma noi siamo navigatori, non dei terricoli, e continuiamo la veleggiata. Ecco  Punta su Mastixi, che meriterebbe una sosta per le particolari possibilità di Snorkeling.

 Passiamo al largo degli scoglietti del golfetto che si apre tra Punta Niedda e Punta Muxi, con la sua piccola Isola Scoglius Arrubius e superiamo la ghirlanda di spiaggette a forma di mezza luna, contornate da scogliere granitiche e delimitate alle spalle da macchia mediterranea e pinete. Poi il Lido di Orrì e il particolarissimo Aeroporto di Tortolì, la cui pista ha la caratteristica di finire proprio direttamente sulla spiaggia.

Sul versante meridionale di Capo Bellavista, alto e scosceso, si apre una piccola insenatura ben ridossata dai venti settentrionali, che può offrire temporaneo rifugio: è la nostra meta,  Porto Frailis (39°55',10 N 09°42',63 E). Sono molto pericolose le numerose secche e gli scogli presenti in rada, alle quali presteremo particolare attenzione - Fari e fanali: 1246 (E 1032) - faro a lampi bianchi, grp. 2, periodo 10 sec., portata 26 M, su Capo Bellavista; 1247 - fanale a luce fissa rossa, portata 6 M nel fabbricato sottostante del n° 1246 (visibile da 164° a 177°.5 sull'Isolotto Ogliastra). Divieti: l'insenatura in questione, durante il periodo estivo, è molto frequentata dai bagnanti; pertanto in tale periodo è vietato, da ordinanza marittima locale, il transito entro 200 m dalla costa. Ne teniamo quindi conto per il nostro ancoraggio, che sarà in 6-7 m. su un fondo di sabbia buon tenitore.

La cornice è piacevole: rocce dai colori caldi sulle punte e una spiaggia di sabbia soffice a Nord-Ovest. Se l'ancoraggio si rivelasse troppo frequentato per i nostri gusti, ci sposteremo appena ad Ovest dopo la punta: è l'Ansa di San Geminiano, meno graziosa ma più tranquilla! In tale evenienza  non ci avvicineremo alla cosa Nord i cui fondali sono irregolari, ma ci dirigeremo verso il centro, dove caleremo il ferro su un fondale di sabbia intervallato da zone rocciose, in 6 metri d'acqua.

 QUINTO GIORNO - Da Porto Frailis a Cala Goloritzè e poi Santa Maria Navarrese (20 / 22 miglia - 4 ore circa di navigazione):

- Molliamo gli ormeggi nella mattinata: la nostra prossima meta è Cala Goloritzé,. Lasciamo, dunque, al traverso Capo Bellavista, e dirigiamo la prua verso le massicce punte montuose che seguono (Punta Arrasei 448 m. sul l.m. e Monte Giannirco 811 m. sul l.m.) ed ecco finalmente il Capo di Monte Santu, con le sue profonde e suggestive insenature, purtroppo piccole per la nostra barca,  di Porto Pedrosu e di Porto Quao. Cala Goloritzé, è un posto davvero molto particolare (vedi riquadro a lato) ed offre a chi giunge dal mare un vero spettacolo: oltre al bagno, se ne avremo voglia, potremo fare un po' di trekking in uno dei posti più adatti della Sardegna e potremo anche usufruire di una interessante particolarità subacquea: le sorgenti di acqua dolce (vedi riquadro a lato).

Nel pomeriggio facciamo rotta indietro, verso Sud, per Santa Maria Navarrese. Poco prima dell'Isola Ogliastra entriamo nel Porto Turistico.

 L'imboccatura del Porto (39°59'70" N - 09°41'77" E) è orientata a sud ed è segnalata dai fanali verde e rosso (1234 (E 1031.3) - fanale a luce fissa verde, portata 4 M sul molo a dritta entrando; 1234.3 (E 1031.31) - fanale a luce fissa verde, portata 1 M sul pennello interno (oscurato da 210° a 345°); 1234.5 (E 1031.32) - fanale a luce fissa rossa, portata 4 M sul molo a sinistra entrando). Chiamiamo gli Ormeggiatori sul canale VHF 74. La banchina di sosta per imbarcazioni oltre i 10 metri, è subito a dritta dopo il fanale verde di ingresso. In banchina i carburanti; esiste una gru da 15 t.  Se non vi fosse posto, la rada sicura più vicina è il citato Isolotto d'Ogliastra.  Qui ceneremo al Ristorante e passeremo la notte.

 SESTO GIORNO - Da S. Maria Navarrese a Foxi Manna (20 / 22 miglia - 4 ore circa di navigazione):

- Partiamo in mattinata da S. Maria Navarrese e ci dirigiamo all'ancoraggio che ormai ben conosciamo: sa Foxi Manna (Vedi sopra). Se all'andata non fossimo riusciti ad andarci, potrebbe essere la buona occasione per una camminata fino al Nuraghe Aleri.

 SETTIMO GIORNO - Da a Foxi Manna a Porto Corallo (16 / 18 miglia - 2,5 / 3,5 ore di navigazione):

- Da Foxi Manna navighiamo verso lo    Scoglio di Murtas;  arrivando, ci teniamo almeno 50 metri al largo, a causa dei bassi fondali: la presenza di sabbia chiara molto riflettente conferisce grande luce sott'acqua e lo rende particolarmente adatto anche per i principianti. A sera rientriamo a Porto Corallo, dove dormiremo in attesa del lo ...

 OTTAVO GIORNO - Da Porto Corallo a Porto Pirastu (12 / 14 miglia - 2 / 3 ore di navigazione): torniamo a Porto Pirastu e, dopo le formalità di Check Out, previste intorno alle ore 09,00, ci salutiamo. Arrivederci a presto!

 

 

LE PARTI IN CARATTERE ARIAL BLU CORSIVO E PRECEDUTE DAL SIMBOLO , contengono in modo specifico notizie sulla sicurezza della navigazione.

IL SIMBOLO   indica un riferimento ai riquadri di questa colonna.

 

  DISTANZE ROTTA 1:

● CAPO FERRATO / PORTO CORALLO: 8 M.

● PORTO CORALLO / S. FOXI MANNA: 15 M.

● PORTO CORALLO/ S. MARIA NAVARRESE: 35 M

● S. MARIA NAVARRESE / PORTO FRAILIS: 4,5 M.

● S. MARIA NAVARRESE / CALA GOLORITZE': 9 M.

 

 

 Capo Ferrato deve il nome alle sue rocce di origine vulcanica, ricchissime di ferro. Qui le linee batimetriche sulla carta nautica molto ravvicinate, indicano una discreta profondità vicino alla costa e una situazione estremamente favorevole al passaggio di grossi pelagici, come le ricciole.

 

 

 Il Flumendosa è il fiume che attraversa buona parte del quadrante sud-orientale della Sardegna e che scorre tra incredibili calanchi e canyon, foreste ed altipiani. Per un lungo tratto è costeggiato dal famoso "Trenino Verde".. Il fiume è meta di canoisti esperti, che lo discendono fra le sue avventurose gole e le sue rapide, sino alla spiaggia della Foce.

 

 

   NOTE DI METEOROLOGIA:

● Nubi basse sull'Isola dell'Ogliastra indicano pericolosi venti del III Quadrante, predominanti d'estate.

● Se il Capo di Monte Santu è coperto, significa che si sarà vento di ponente o di maestrale.

● Nuvole basse sulle montagne a Sud-Ovest del capo, indicano possibilità di enti da Ovest / Nord-Ovest.

 

 Il Castello di Quirra venne eretto a guardia dei confini di settentrione del  marchesato omonimo. Nelle vicinanze immediate si trova una sepoltura ipogeica paleo- cristiana a pianta quadrangolare, scavata nella roccia.

 

 

 Snorkeling presso lo  Scoglio di Murtas:

Luogo splendido per guadare sott'acqua con una maschera. Infatti la presenza di sabbia chiara molto riflettente conferisce grande luce sott'acqua e lo rende particolarmente adatto anche per i principianti.

 

 

 La Torre di San Giovanni di Serralà, venne costruita dagli spagnoli e fa parte del sistema di avvistamento costiero costruito a partire dal 1500 per proteggere i loro possedimenti dagli assalti dei Saraceni

 

 

 

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 Cala Goloritzé, il cui nome viene dl pinacolo del sovrastante Monte Caroddi), si compone di due arenili di ciottolini che conferiscono alle acque quei colori e quelle sfumature che hanno reso celebre tutto il Golfo.
Il pinnacolo, alto 143 metri, e' anche uno dei percorsi più difficili ed affascinanti per gli appassionati del trekking, con passaggi mozzafiato e panorami indimenticabili. Sito ottimo per immersioni subacquee

 

Particolarità subacquea:

le sorgenti di acqua dolce. Per individuarle occorre indossare una maschera da sub e cercare il caratteristico tremolio sfuocato, causato dalla diversa densità tra acqua dolce e salata. altre sorgenti si trovano sparse a terra tra le rocce, rendendo la cala una meta dei pastori per l'abbeveraggio dei loro animali.

 

 

 

 

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